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DCCCXXXIV.
A un omo che penza
e je tocca er passato
(ad Enrico Meloni)

Co ’sta callaccia infame ch’arza er bollo
perzino in pizzo in pizzo a un Terminillo,
che invece de tenette bell’arzillo
te fa sentì abbacchiato com’un pollo,

lo sai c’ho fatto io? Sò stato a mollo
ne Er davenì c’hai scritto e – manco a dillo! –,
in un par d’ore ar massimo, tranquillo,
l’ho potuto sbramà a rotta de collo.

Complimenti davero: è propio bello!
Metrica, ortografia, rime... da sballo!
Eppoi li Corettacci sò un gioiello.

Ciai un antro ammiratore callo callo!
Ma mo ’sto davenì s’ha da vedello
e, soprattutto, s’ha da RICORDALLO!

Claudio Porena, Ostia Lido,
Mercoledì 22/06/2011 p.m.
h. 17:00-17:26

 

 

TRADUZIONE: Ad un uomo che pensa e gli tocca il passato. Con questo caldo infame che alza il bollore persino in cima ad un monte, che invece di tenerti alquanto aitante ti fa sentire avvilito e fiacco come un pollo, lo sai che cosa ho fatto io? Sono stato a bagno ne Er davenì che hai scritto e – neanche a dirlo! – in un paio d’ore al massimo, tranquillo, l’ho potuto sbranare (ho potuto sbranarlo) con bramosia a capofitto. Complimenti davvero: è proprio bello! Metrica, ortografia, rime... da sballo! E poi i “Corettacci” sono un gioiello. Hai un altro ammiratore fresco fresco! Ma adesso questo avvenire bisogna vederlo e, soprattutto, bisogna RICORDARLO!

 

 

 

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